Home » Scrivere un curriculum

Scrivere curriculum

Scrivere un curriculum

Una poesia e cinque suggerimenti (più bonus) per scrivere un curriculum che non faccia scappare i selezionatori a gambe levate

Cos’è necessario?
È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.
È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e ricordi incerti in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Questa poesia del premio Nobel Wisława Szymborska è giustamente famosa per l’eleganza con cui sa cogliere il nesso tra un curriculum vitae et studiorum e la storia della nostra vita.
È una delle prime cose che abbiamo voluto scritte in 365 gradi, perché ci rispecchiava e ci ricordava ogni giorno il bello di essere sempre noi stessi, ma senza cadute di stile.

Qui dentro ci occupiamo parecchio di selezione del personale; se sommiamo gli anni di esperienza tra soci e collaboratori, sono più di 50, quindi di lettere, presentazioni, ammissioni e sottoscrizioni ne abbiamo viste tante. Da cui la nostra (immodesta) pretesa di fornire qualche suggerimento per far sì che il vostro curriculum non sia solo un pezzo di carta sterile ma risulti interessante, accattivante, entusiasmante, inebriante, e… fermiamoci.

Diamo per scontato che già abbiate chiare le classiche indicazioni del tipo: scrivere l’indirizzo corretto, mettere il titolo di studi ed evitare di inserire in hobby la voce “scambismo”, e passiamo a note di sapore un po’ differente ma di reale e immediato beneficio:

  1. Non esagerate con la grafica: capiamo la voglia di essere originali, diversi e particolari, ma è meglio evitare gli eccessi. Scegliete due colori e sviluppate un template grafico omogeneo, con qualche disegno ma senza eccedere in paper art di terza generazione. Se proprio non potete fare a meno di mostrare le maturate competenze in materia ornamentale, allegate un portfolio tecnico, nel quale dare pieno e libero sfogo a tutta la creatività e l’inventiva in vostro possesso.
  1. Allegate una foto normale: pose da selfie, primi piani ciclopici e look adamitici non sono graditi al selezionatore medio; al selezionatore avanzato paiono direttamente ammissioni di imbecillità, per cui usate un primo piano semplice, in cui sorridete, con un look che vi rappresenti. Ma non esagerate neppure in senso opposto: niente foto segnaletica del passaporto. Prestate attenzione allo stile.
  1. Preparate una buona lettera di presentazione: scrivete un’introduzione che racconti di voi qualcosa di personale (senza scendere nell’intimo) e che spinga il selezionatore a chiamare proprio voi tra i 5.000 che si sono candidati via email. La lettera non deve essere eccessivamente lunga né prolissa: prediligete le frasi brevi, senza file di subordinate e senza l’uso creativo dei tempi verbali. Descrivetevi con sincerità, non temete di sembrare troppo o troppo poco: vi assicuriamo che la differenza oggi la fanno le reali competenze maturate (operative o teoriche) e non la capacità oratoria nel raggirare il prossimo.
  1. Suddividete per aree: indicazione sempre valida è quella di scrivere il curriculum a capitoli, dividendolo per aree di pertinenza: titoli di studio, esperienze lavorative, dati anagrafici. Se volete spingervi oltre e parlare di aree di competenza (doti manageriali, competenze linguistiche, skill tecniche) fate sempre molta attenzione a come le classificate, perché trovare indicazioni sbagliate o imprecise può farvi precipitare dall’Olimpo dei manager giù giù fin nello Stige dei precari.
  1. Rileggete, rileggete, rileggete sempre: davvero, rileggete quello che scrivete. E fatelo leggere anche a un amico / vicino / parente / toyboy / mentore / tutor per snidare i refusi: vi fanno sembrare sciatti, pressapochisti e inadatti. Sempre. E dopo aver letto, stampate il curriculum, fate una pausa di un’oretta e poi rileggete il capolavoro: vi accorgerete di ulteriori, piccole imperfezioni.

Bonus. L’ultima pillola di rara saggezza riguarda la grammatica: consideratela come l’unica vera alleata per un curriculum di successo. Consultate la Treccani, l’Accademia della Crusca, il sussidiario o le fonti che preferite (fonti autorevoli, però. No, non potete fidarvi ciecamente di Wikipedia) e curate con attenzione ciò che scrivete.
Non c’è vergogna nell’essere ignoranti; la reale vergogna sta nell’ostentarlo con tracotanza.

(Sì, sono solo poche pillole di saggezza nell’universo di sapere che circonda la stesura di un curriculum, ma nulla ci vieta di ritornare sull’argomento tra un po’.)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *